LETTERE DAL NORD 18…il prezzo della liberta’

Arianna Minoretti, in norvegia per lavorare ad una grande opera sul Sognefjord, mi trasmette con regolarità aggiornamenti sulle sue esperienze di vita normale (e non)…lassu’ nel profondo Nord…Ultimamente ha raccolto tutto quanto da lei prodotto anche nel Blog LETTERE DAL NORD

L’ultima “lettera dal Nord” secondo me contiene spunti davvero stimolanti per avviare una riflessione anche su alcuni “modi di vivere prettamente uggiatesi” :)

ve la propongo integralmente!
Buona lettura!

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“In Norvegia si puo`andare ovunque.

Esiste una cosa chiamata ‘diritto di passo’, che non deve essere sancita da nessun atto specifico e che vale per tutti.

Il concetto è semplice: tutti devono poter godere del fiordo, della montagna, della costa ecc. Quindi tutti devono essere messi in condizione di arrivarci. Per questo motivo, in Norvegia, troverete pochissime recinzioni attorno alle case.

Certo, ci sono regole comuni sulla distanza da tenere quando si passa vicino ad un edificio, una sorta di `regola per la privacy`, diciamo, ma potrete passare dai terreni privati, soprattutto se questi sono l` unico modo per arrivare a zone di pubblico interesse come la costa, un lago, il mare ecc.

Comunque, il proprietario del terreno mantiene i diritti su quello che si trova sul terreno stesso: ad esempio, se uccidete un alce su di un terreno di proprietà altrui, il proprietario ha diritto a metà dell`animale.

Particolare che fa riflettere: qui la caccia non è una attività sportiva, e non è nemmeno una attività che vede la partecipazione delle classi più abbienti della società. Qui la caccia è praticata per semplice necessità. La si pratica per nutrirsi e per tenere contemporaneamente sotto controllo il numero dei capi. Non che io sia un` amante della caccia, ma devo dire che le motivazioni mi sembrano ragionevoli.

Ritornando alla questione `niente recinti`, gli spazi liberi tra gli edifici sono utilizzati perloppiù in modo comune come spazi per i giochi dei bambini o semplicemente come aree verdi non attrezzate, che naturalmente vengono curate da tutti coloro che ne usufruiscono.

Altro particolare che la dice lunga sulla cultura del posto e che noi italiani dovremmo veramente imparare: in Norvegia esiste una cosa chiamata `dugnad`. Magari ne ho già parlato.. In pratica consiste nel dedicare delle ore del proprio tempo libero per fare lavori utili alla comunità. Può consistere nel tagliare il prato, nel pulire la sabbia delle aree esterne dell`asilo, nel dipingere le facciate, tagliare le piante, curare i fiori… Nessuno è obbligato a farlo. Ma lo fanno tutti. Questo sì che è un buon modo di crescere una popolazione con senso civico.. Il risultato è fantastico e con poco sforzo economico pubblico o privato: ciascuno fa qualcosa, tutti ci guadagnano.

Ma per ogni cosa c`è un prezzo da pagare.

Quando sono arrivata in Norvegia, pensavo che nessuno avesse cani, perché  ne vedevo pochissimi fuori dale case. In realtà, ho scoperto, quasi tutti hanno almeno un cane (o gatto). Semplicemente gli animali, di qualsiasi razza e taglia, non vengono mai lasciati liberi nei giardini: se li vedete fuori dale case, sono sempre legati da una lunga corda (questo non vale per i gatti).

In pratica, il prezzo della mancanza di recinti, lo pagano i cani.

Sono pochissime le case che hanno delle recinzioni all`interno delle quali i cani possono scorrazzare a loro piacimento. In compenso, i Norvegesi sono molto attenti al benessere dei loro animali e compensano con lunghe passeggiate e permettendo ai cani di vivere in casa con loro. Questo anche perchè, durante l`inverno, il clima esterno è troppo rigido perche`gli animali possano dormire all`aperto o in una normale cuccia.

Va da se che i cani sono molto educati, dovendo vivere a stretto contatto con adulti e bambini.

Ogni volta che passo davanti a una casa e vedo un cane in giardino, tranquillo e legato alla sua corda, penso ai `miei` cagnoni, abituati ad essere liberi di correre e per i quali solo il guinzaglio è un oggetto estraneo e pauroso. Quella lunga cordicella con loro durerebbe pochi minuti, sicuramente ne farebbero l’uso di un filo interdentale..

T18-2

Del resto, forse il segreto sta tutto in ciò a cui siamo abituati.

Ma quando immagino i ‘miei’ cani, liberi di correre nei boschi, il mio pensiero sorride.

A presto

Arianna”

 

http://letteredalnord.wordpress.com/2014/08/31/il-prezzo-della-liberta/

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